Gli applausi di Montecitorio a Bettino Craxi.

Alla celebrazione dei 100 anni di Montecitorio, tenutasi lo scorso 20 novembre, si è verificato un fatto abbastanza sorprendente.

Nell’era della falsificazione propagandistica elevata a pensiero unico, in quell’aula (sorda e grigia?) non solo sono risuonate delle parole di verità. Ma sono state accolte da un applauso spontaneo. Si tratta di parole che, purtroppo, ci giungono dall’oltretomba, per quanto riguarda il protagonista. E anche da una stagione politica ormai lontana, con cui il presente dovrebbe aver poco a che fare, considerato il tempo trascorso. In realtà quella stagione è parte integrante dell’attuale impazzimento della nostra vita pubblica. E quel protagonista, il ventennale della cui scomparsa ricorrerà tra poco più di un anno, continua ad essere una presenza quanto mai viva e non solo nella cattiva coscienza del paese.

Che è successo?

Nel corso della cerimonia celebrativa officiata dal più improbabile Presidente della Camera della nostra storia repubblicana, quel Roberto Fico espressione purissima dell’establishment pentastellato “senz’arte né parte”, viene proiettata una ricostruzione storica con gli highlights della vita parlamentare dalla ripresa della democrazia ai giorni nostri.

Tra i vari “padri della patria” cui viene dedicato un cameo, a un certo punto, appare (ed il verbo assume un significato quasi oracolare) la figura di Bettino Craxi.

L’intervento in aula di cui viene riproposto un frammento è quello del Luglio del 93. Il famoso invito al “giuramento” di non aver fatto parte attiva, tutti i presenti, di un sistema in cui il finanziamento illecito ai partiti era una regola accettata e praticata indistintamente da tutte le forze politiche. Com’è noto all’invito seguì quello che lo stesso Craxi definì l’unico momento di sincerità nell’ipocrita canea moralistico/linciatoria della “falsa rivoluzione”; il silenzio più assoluto. A distanza di 25 anni quelle parole risuonano nell’aula di Montecitorio con tutta la forza dirompente e “scandalosa” che, per l’appunto, solo la verità sa esprimere.

Ed è a questo punto che accade qualcosa che si direbbe incredibile considerata, peraltro, la composizione dell’aula.

Dall’emiciclo e dalle tribune degli ospiti si leva un applauso spontaneo. Un applauso!

E non si capisce se sia rivolto (magari da alcuni anche in chiave malevola) al significato del ragionamento di Craxi. Oppure, invece, alla figura, gigantesca e tragica, di Craxi stesso. L’inconscio e il senso di colpa, com’è noto, giocano brutti scherzi. E tutta la seconda repubblica, nonché questo scampolo di altrettanto improbabile terza, poggiano le loro fondamenta sul sacrificio espiatorio dell’ex segretario del fu PSI. Il “peccato originale” che intride, ancora sanguinante, tutto il quarto di secolo in cui viviamo.

E che ci ha condotto, in un’inarrestabile spirale verso il basso, alla perdita verticale di ogni autorevolezza del ceto politico nostrano. A tacere di quella del ruolo stesso del parlamentare. In un’epoca in cui viene predicata la sostanziale superfluità del parlamento, in cui si auspica il “vincolo di mandato”, in cui è stato annullato il concetto di rappresentanza che trovava una delle sue architravi nel voto di preferenza, in cui l’emiciclo brulica di cooptati e di “scappati di casa” sottratti ad esistenze anonime grazie a una manciata di click, più che celebrare i suoi 100 anni Montecitorio dovrebbe, forse, approntarsi il funerale. Fatto gli è che una personalità come quella di Craxi si staglia imponente davanti a un informe accolita di pigmei. E, probabilmente, quell’applauso aveva anche il sapore del rimpianto per le qualità di uomo di Stato di cui era portatore e di cui non si trova traccia alcuna nell’attuale classe dirigente. Anche se nessuno lo ammetterà nemmeno sotto tortura.

Una cosa, comunque, è certa. Craxi vive. 

5 thoughts on “Gli applausi di Montecitorio a Bettino Craxi.

  • 21 Novembre 2018 at 13:18
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    Carissimo Stefano, sto leggendo e rileggendo il tuo bellissimo post su Facebook e ti confesso mi assale un grande senso di rabbia e di ripulsa per come s’é potuto comportare un Parlamento nel tempo che hai richiamato co tanta enfasi: la celebrazione del centenario dell’istituzione di quel sacro tempio che é la Camera. Un discorso il tuo, intriso di calore affettivo che per quanto mi riguarda é anche civile e opportuno. Una rabbia, dicevo, ancora non sopita, anzi, capace di richiamare sentimenti ancora vivi e attuali. Una circostanza, però, potrebbe appagare la nostra comune volontà di vedere quanto prima, non certo una certa vendetta sui protagonisti che per quello che hanno fatto, rimarranno per noi inqualificabili in eterno. Come si dice, però, caro Stefano, prima o poi, la storia troverà la sua ragione. Proprio per questo, ti invito a guardare cosa sta succedendo in questo paese, dove quelli che hanno permesso la distruzione di un partito e di una grande personalità come lo é stato Bettino Craxi, stanno ricevendo attraverso la loro auto distruzione, la stessa sorte che é toccata al glorioso PSI!

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  • 21 Novembre 2018 at 13:29
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    Finalmente un minimo di giustizia politica postuma, per un uomo, un leader di grande levatura parlamentare e politica che non trova eguali nella storia che stiamo vivendo. Il leader di Sigonella, della “scala mobile”, della riduzione ad una cifra di un’ inflazione galoppante, di un memorabile e storico discorso parlamentare al quale nessuno oso` rispondere, un leader di proposte moderne ed innovative che ancora oggi sono attuali ed attualizzabili, un grande Socialista nel cuore di tutti i Socialisti Autonomisti !!

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  • 21 Novembre 2018 at 15:19
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    Viva Bettino Craxi !!!!!!!!!

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  • 21 Novembre 2018 at 15:24
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    Ogni commento a questo magnifico “pezzo” lo considero inopportuno. Plaudo l’ Autore per aver magistralmente rievocato la “gigantesca e tragica figura di Craxi” con la chiusa altrettanto certa che Craxi vive.

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  • 21 Novembre 2018 at 17:57
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    Ancora dovranno essere tanti i momenti della vita politica nei quali Craxi dovra’ essere riconosciuto come un grande Statista il quale era.Questo applauso,scaturito da Deputati che sicuramente non hanno conosciuto Craxi e forse qualcuno non era nemmeno nato quando i socialisti fecero grande l’Italia,e’ la dimostrazione che il mito di un grande Uomo Politico non sara’ facile cancellarlo.

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