Sala apre (solingo) la campagna elettorale sul corriere.

Il corriere tira la primissima volata alla campagna elettorale di Beppe Sala con una megaintervista sontuosamente servita su pagina di destra.
L’incipit è un pò stucchevole nel suo richiamo alle “periferie” come focus dell’impegno che promette di dispiegare, per il secondo mandato, il Sindaco uscente.
Si tratta, infatti, della stessa medesima promessa solennemente formulata cinque anni orsono. 
E, in tutta franchezza,
non è che si siano visti particolari interventi nei quartieri periferici della città. E nemmeno particolare attenzione. 
Ma Sala ha imparato che, in campagna elettorale, è molto più efficace la promessa che l’enunciazione di quanto realizzato.
Un punto positivo è l’uscita dall’ambiguità nel rapporto coi 5scemi.
Da candidato deve aver compreso la natura antipromozionale che il sodalizio avrebbe assunto in una città dove le suggestioni scemocratiche non hanno mai attecchito.
E allora, dice Beppe, ognuno per la sua strada.
Bene così.
Discutibile il passaggio sulla centralità della “squadra”.
il Sindaco rivendica con orgoglio la stabilità della giunta da lui guidata in cui, diversamente dai suoi predecessori, non ci sono stati avvicendamenti se non quelli dovuti al subentro di nuovi incarichi per i diretti interessati.
E va bene.
 
Resta, però, il fatto che l’attuale giunta si è caratterizzata come la più anonima e sbiadita degli ultimi 20 anni.
 
Sfido chiunque a indicare il nome di un Assessore minimamente distintosi negli ultimi cinque anni (a parte Granelli e i suoi deliri ciclabili).
Molti erano e sono rimasti dei perfetti sconosciuti ai più.
Con l’unica eccezione del potente assessore Tasca.
Non per nulla persona di strettissima fiducia di Sala.
Ma che ha operato con grande understatement.
Una sorta di eminenza grigia che ha curato, senza apparire, le pratiche più importanti e delicate.
Segnatamente quelle immobiliari.
Ma lo spirito che ha informato tutto il Sala 1 è stato nel segno di un accentramento assoluto dell’esposizione a favore del primo cittadino.
Di fatto è stata una giunta di comprimari. In alcuni casi di comparse.
Ciò con buona pace della retorica di un “gioco di squadra” mai esistito.
Così come, del resto, non è esistito il ruolo del Consiglio Comunale. Che ha fatto, come si suol dire, tapezzeria  per 5 lunghi anni assai più di quanto accadesse a quelli che lo avevano preceduto (che già non erano propriamente degli aeropaghi di ottimati).
Per il resto Sala evoca, in termini piuttosto generici, una “rivoluzione” condita con i consueti ingredienti; green, mobilità sostenibile, servizi a
kilometro zero.
Nulla di particolarmente originale.
 
 
Per un pò di tempo, comunque, il candidato Sindaco è destinato a parlare con se stesso.
 
Credo che almeno fino a metà gennaio il nome del suo competitore resterà avvolto nella nebbia.
Che, in questo momento, si taglia col coltello.
Fittissima..
Fino a poco più di un anno fa Beppe Sala era praticamente imbattibile.
Ma parliamo di una lontana era geologica.
Lo stravolgimento pandemico ha non poco ammaccato l’immagine del Sindaco in carica. E non solo per le famose gaffes in cui da “Milano non si ferma” è passato a toni da sceriffo (“ora mi sto incazzando, chiudo tutto!”).
Ma anche perchè l’istituzione comunale non ha brillato per presenza.
A tacere della scandalosa inerzia della vigilanza urbana. Risvegliatasi solo a metà maggio. E solo per multare passanti con la mascherina al di sotto delle narici.
Allo stato, però, il centrodestra non pare nelle migliori condizioni per esprimere un’alternativa in grado di cogliere l’opportunità di un calo di consenso di Sala che è abbastanza evidente.
Non si può dire altro che; staremo a vedere..
 
 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.